.:Scheda del videogioco:. |
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Recensione per pc:
La Terra del futuro è un cumulo di macerie, una visione che ci colpisce nel maestoso splendore dell'Unreal Engine 3, con texture ad alta risoluzione e una inquietante "fotografia" dai colori lividi e desaturati.
La causa della distruzione sono le locuste. No, non i biblici insetti, ma altrettanto devastanti alieni, brutti, grossi e armati fino ai denti, che si sono stabiliti nelle viscere del sottosuolo.
In questo scenario apocalittico, vestiamo i panni, in una visuale in terza persona, di Marcus Fenix, soldato dalla voce roca e dai lineamenti scolpiti nella roccia ad alto numero di poligoni. Tirato fuori dalla prigione per essere buttato in mezzo alla battaglia, si ritrova alla guida della resistenza umana con un pugno di soldati senza causa e senza peli sulla lingua (nonostante qualche svista di troppo nella traduzione italiana dei dialoghi).
Una battaglia che si snoda in un gameplay basato fortemente sulle sparatorie sotto copertura (sistema già sfruttato ad esempio in Kill.Switch della Namco, ma chi se lo ricorda?): il nostro alter-ego può sopportare un numero limitato di colpi e bisogna trovare sempre un buon riparo da cui sparare perché possa recuperare la salute, se non si vuole ricominciare dal checkpoint in cui è stata salvata automaticamente la partita.
I nemici e i compagni di squadra che ci fiancheggiano usano la stessa strategia, ma il loro quoziente di intelligenza artificiale spesso pregiudica la loro sopravvivenza. Le locuste tendono a rimanere nello stesso riparo anche se ripetutamente colpite, o caricano a testa bassa verso la nostra baionetta a motosega, in un tripudio splatter che dona un perverso piacere, o capita anche che sbuchino alle nostre spalle ignorandoci mentre ci passano davanti. Riguardo ai nostri commilitoni, basta guardare come la nostra fida spalla Dom interagisce con il primo berserker delle locuste, in una scenetta degna di Stanlio e Ollio. Per il resto, anche loro caricano spesso e volentieri a testa bassa, finendo feriti ad aspettare il nostro soccorso, e peggio ancora passando costantemente sulla nostra linea di fuoco, riducendo molto il coinvolgimento in un movimento di gruppo coordinato. Se si vuole una maggior sintonia con i compagni di squadra si può comunque ricorrere alla modalità co-operativa, una delle più interessanti tra le altre classiche disponibili nelle partite in multiplayer del Games for Windows Live.
Con variazioni più o meno intriganti e boss di fine livello più grossi che astuti, il nostro peregrinare ci porterà in un susseguirsi di zone devastate in cui ingaggiare battaglia, caratterizzate da un level design molto lineare, malgrado i bivi proposti di tanto in tanto, e un arredamento di porte da aprire rigorosamente a calci, rocce, rottami e mobilia il cui uso come copertura diventerà naturale come respirare.
L'interazione ambientale non offre molto di più, come sarebbe lecito aspettarsi dal motore grafico nuovo di pacca; e dà un'impressione poco realistica vedere i cadaveri dei nemici schizzare via appena li si sfiora (il corpo umano dopo la morte perde 21 grammi, quello delle locuste aliene 21 quintali?).
Ma c'è poco da fare, nessun difetto tecnico sembra riuscire a distrarci dal condurre Marcus Fenix, uno scontro frenetico dietro l'altro, verso la vittoria finale. Tenete la testa bassa...
Conclusione:
Nonostante sia innegabile che Gears of War abbia un ruolo di spicco più nel parco giochi della Xbox360 che tra i titoli per PC (indipendentemente dalle migliorie apportate in questa nuova versione), e nonostante bisogni sopportare qualche difetto tecnico, il gameplay immediato risulta meno monotono di quanto ci si potrebbe aspettare ed è difficile non rimanere coinvolti nell'azione serrata. In definitiva, nel marasma di attesissime uscite di fine 2007, questo è uno dei pochi titoli che non ha totalmente deluso le aspettative, in barba alla diffidenza con cui i giocatori PC accolgono i porting da console.
fonte: GamePlayer
Pubblicata il: 13-03-2008 - 15:55

